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Un vecchio saggio diceva: “Chi cambia il mondo spesso e volentieri lo fa in silenzio… senza fare baccano, senza fare casino, senza colpi sensazionali e senza il vestito delle grandi occasioni… lo fa, non per sentire gli applausi, ma per farsi sentire dai propri sogni… lo fa perché, se guarda il cielo, non ha voglia di rivedere i propri ricordi, ma progettare nuovi traguardi…” Danila Zazzera, napoletana verace, classe 1998, è un raro esempio di persone che hanno contribuito a cambiare il mondo. Magari in piccola parte, ma ottenendo un traguardo per lei forse insperato, e di sicuro al limite dell’impossibile. Danila è sempre stata una ragazza sbarazzina, sorridente, incline allo scherzo. Così l'abbiamo conosciuta qui a Firenze. E così avremmo voluto sempre vederla. Calciatrice della Fiorentina Women's ( ora Fiorentina Femminile ndr ), ruolo attaccante, giovane promessa quando arrivò ad indossare la maglia Viola nel 2016. Una ragazza semplice, ma speciale, che ad oggi in campo non ha ancora lasciato un segno tangibile, ma che fuori dal rettangolo verde ha dato a tutti noi, una lezione di vita difficile da dimenticare. Danila dal 2016 al 2020 ha giocato con noi, tolte due parentesi in prestito con Florentia e Sassuolo. Poi, all'inizio della scorsa stagione, ecco la doccia fredda: le sue precarie condizioni di salute la costringono ad affrontare un intervento a cuore aperto… Che si vuole possa pensare in quei momenti una ragazza poco più che ventenne? “Ce la farò?”, “E se poi muoio?”, “Tornerò a giocare?”, “Che ne sarà di me?”. Già… avrà ipotizzato questo e molto altro di negativo. Come darle torto? Poi, in silenzio e mestamente, sarà arrivata all’approssimarsi della data dell'intervento e, guardandosi allo specchio, probabilmente non pensando a nulla, avrà detto tra sé e sé: “Dai Danila. Comunque questa cosa va fatta…”. Perché è così che succede. Chuck Palahniuk diceva: “Non sai mai quanto sei forte, fino a quando essere forte non diventa l'unica scelta che hai.” E Danila non ha fatto eccezione. Per un tempo brevissimo avrà cercato di far prevalere il coraggio alla paura. Poi, cammin facendo, le saranno mancate le forze e, nonostante questo, lei, come forse ci accorgiamo solo adesso, è andata avanti. Perché, Napoleone Bonaparte docet, coraggio non è avere la forza di andare avanti, ma andare avanti quando non hai più forze… Arrivato il giorno dell'intervento, tutto si sarà azzerato per Danila. Quella era la prima grande battaglia da affrontare. Senza pensieri, senza paure, con la sola grande voglia di guardare avanti, verso un futuro che in quel momento avrebbe potuto anche non esserci. Difficile immedesimarsi, col solo aiuto della nostra mente, in una situazione come quella senza averla mai vissuta. Una ragazza che fino ad allora aveva visto solamente o quasi il lato bello della vita, che magari guarda il suo petto allo specchio per un'ultima volta, sapendo che, quando lo osserverà nuovamente, se le sarà possibile farlo, ci troverà una grande cicatrice a ricordarle sempre ciò che avrà passato… L'operazione alla fine riesce è una buona parte della paura passa. Ma, da quel momento, per Danila comincia un'altra dura battaglia: la vita le è stata restituita. Non è però totalmente sua. Le toccherà lottare per riprendersi il suo mondo, le sue abitudini, la sua quotidianità. In quei momenti, è partita per lei una nuova ricerca della felicità. E, per ottenerla, Danila avrebbe dovuto di nuovo sentirsi libera. Perché, parafrasando Tucidide, “Il segreto della Felicità è la Libertà. Il segreto della Libertà è il Coraggio”. Per essere davvero felice, le toccava armarsi nuovamente di coraggio, per ottenere quell’idoneità sportiva che l'avrebbe portata ad essere, per la seconda volta, una Calciatrice! Ma… come fare? Nessuno, fino ad allora, ci era mai riuscito. Dopo un'operazione a cuore aperto, l’attività sportiva agonistica era rimasta per tutti solo un’illusione. Possiamo semplicemente immaginare la battaglia interiore con cui Danila avrà dovuto convivere: il suo lato orgoglioso che le diceva: “È impossibile!”, la sua ancor limitata esperienza che le faceva notare: “È davvero rischioso”, la ragione che la bombardava perentoriamente di: “È inutile!”. In ultimo, chiuso in un cantuccio, però c'era il suo cuore che, per quanto martoriato ed affaticato, le avrà sussurrato: “Provaci!”. È passato quasi un anno da allora. Mesi e mesi di solitudine, di malinconia, di paura, di senso di inadeguatezza, di lacrime, di speranza… oggi Danila Zazzera ce l'ha fatta! È di nuovo una Calciatrice! Prima atleta al mondo ad ottenere l’idoneita all’attivita sportiva agonistica dopo un intervento a cuore aperto! E Danila, che di quei periodi ha ancora conservato la facilità a commuoversi, adesso ringrazia tutti quelli che le sono stati vicino e che, a suo dire, l'hanno portata a raggiungere questo risultato storico. Tutto vero e tutto giusto. Ma non si può far passare in secondo piano il fatto che la vera Eroina di questa storia è lei. Solo lei! Le persone che ti vogliono bene e ti amano, ti supportano ( e spesso sopportano ) e ti sostengono. Ma, quando siamo a terra, è in noi stessi, e solo lì, che possiamo trovare la forza di rialzarci e di andarci a riprendere la vita che vogliamo! Così ha fatto Danila, vera Wonder Woman di questo racconto. Ha lottato per ciò che più amava! Perché, prendendo in prestito le parole di Stendhal, “L’Amore è un bellissimo f iore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull’orlo di un precipizio”. Danila questo non ha avuto paura di farlo. O forse di paura ne ha avuta tanta, ma è riuscita a far prevalere il coraggio. Noi del Viola Club Go Women's di fronte a lei, ci togliamo il cappello e la ringraziamo, perché ci ha dato una grande lezione. Ci ha dimostrato che non esistono limiti od ostacoli impossibili da superare. Ci ha insegnato che chiunque può volare verso la vita che più rende felici. Grazie Danila! Da parte di tutti noi. Per questa tua grande prova, che è di enorme insegnamento per tutti. Tu, nel tuo piccolo, hai cambiato una parte di mondo. Il nostro Viola Club ha solo una piccola richiesta da farti: basta lacrime! Perché ne abbiamo viste troppe nei tuoi occhi anche in questi ultimi giorni. Da adesso in poi, e per molto tempo, da te vogliamo solo sorrisi! Per te che non ti arrendi mai, perché sai che la vita ti deve ancora almeno un SOGNO…. BENTORNATA DANILA! Con Amore, tutti i Soci del Viola Club Go Women's

 

La Fiorentina Femminile, ma come è nata? Quale sono le proprie origini? Quale sono le radici di questa squadra? In questo bellissimo libro-racconto, l’autrice Franca Guida ex calciatrice, ci catapulta in un calcio fatto di sudore, sacrifici, di campi “improbabili”, fango, ma anche tanta, tanta, tantissima genuina Passione. Bentornati dunque negli anni ’70! Un breve viaggio a ritroso nel tempo, facendo rotolare quel pallone fino ai giorni nostri.

 

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Il CD del Viola Club Go Women’s è felice ed orgoglioso di annunciare di avere inserito nel proprio organigramma la Signora Daniela Pepi, come Responsabile Comunicazione & Marketing.

Daniela Pepi, attuale Segretario Generale dell’AIAC (Associazione Italiana Allenatori di Calcio) ex calciatrice delle giovanili dell’ACF Firenze, ma soprattutto fiorentina e tifosa viola, rappresenta per il nostro Viola Club un vero e proprio fiore all’occhiello. Tipico caso in cui si sceglie, ma si è anche scelti. Ed il fatto che Daniela abbia voluto sposare con grande entusiasmo la nostra causa, nonostante l’importante ruolo istituzionale che già ricopre, è per noi una significativa ricompensa per tutti i sacrifici ed il grande lavoro svolto finora.

Abbiamo appreso oggi, con dispiacere, dell'addio della Calciatrice Tatiana Bonetti.
Condividiamo la scelta della società Viola di non trattenere la giocatrice controvoglia. Tra
l'altro, in questo senso, c'erano state già concrete avvisaglie nei mesi precedenti, quindi
non siamo stati colti impreparati dalla notizia. Tatiana lascia Firenze dopo aver disputato
118 partite con la maglia della Fiorentina ed aver realizzato 82 goal. Per cui, anche se il
suo comportamento in questi mesi ha diviso i tifosi, da parte nostra merita solo un
grandissimo ringraziamento per quanto ha dato alla causa ed un in bocca al lupo per la
sua nuova avventura. Restiamo altresì amareggiati nel constatare che molte giocatrici,
che tanto hanno profuso energie per la causa Viola, nell'ultima stagione abbiano scelto di non credere più nel
progetto della Fiorentina Femminile. Se giustifichiamo solo in parte le scelte di Alia
Guagni e appunto Tatiana Bonetti ( sono andate a giocare per una società estera, ma, se
nel primo caso è la tempistica dell'addio che fa un po' riflettere, nel caso di Tatiana si
parla addirittura di una delle prime ad aver firmato il rinnovo poco tempo addietro. Perché
quindi questo voltafaccia?), ci viene difficile comprendere perché calciatrici come Agard,
Parisi, Mauro, Lazaro, e Philtjens abbiano preferito andare a rafforzare altre squadre
italiane (la metà delle quali ci sono avanti in classifica ndr) piuttosto che restare a Firenze.
Crediamo che, mai come oggi, la Fiorentina abbia una società ed una proprietà forte,
potente ed ambiziosa. E pensiamo anche che, nella vita non bisogna per forza fare i
saccenti ed avere tutte le risposte, ma che è importante soprattutto farsi le domande
giuste. Quindi non giudichiamo nessuno. Chiediamo solo: Perché sta accadendo questo?
La squadra Viola, in cinque anni ha già vinto 3 trofei ed uno Scudetto. Fino alla
sospensione dell'ultimo campionato era a ridosso della Juventus e molto avanti in Coppa
Italia, eppure sembra che questo, per le calciatrici più rappresentative non sia bastato.
Non vogliamo risposte da nessuno. Ci auguriamo soltanto che la Società Viola sappia fare
le giuste valutazioni per rendere la piazza di Firenze ambita ed intesa come un punto
d'arrivo, come fino a poco tempo fa, almeno nel comparto Femminile, sembrava essere.
Alle nostre calciatrici abbiamo davvero poco da dire che già non sappiano. Le sosterremo
sempre e comunque, come fatto finora e, se possibile, anche di più! Loro sono le uniche
(nel calcio femminile ovviamente ) che hanno l'orgoglio ed il privilegio di rappresentare
Firenze in Italia e nel mondo, ogni qual volta indossano la maglia Viola. E lo fanno con
impegno ed abnegazione, ma devono farlo soprattutto col sorriso. In campo sono sempre
sole, a prescindere dal fatto che le tribune siano aperte o chiuse. Ma fuori dal rettangolo
verde ci siamo noi, che di certo non le abbandoneremo mai. Perché soffriamo con loro,
gioiamo con loro, siamo felici come loro quando le cose vanno bene, siamo tristi al pari
loro quando non tutto va per il verso giusto ed abbiamo il loro stesso spirito di rivalsa.
E andremo avanti, come sempre, tutti insieme.
 
Perché uniti, siamo più forti!

Il Consiglio Direttivo del Viola Club Go Women's è lieto di informare di avere inserito nel proprio organigramma la Signora Patrizia Chellini come Responsabile Soci.

Patrizia, da sempre tra i tifosi ed i nostri soci più rappresentativi e proattivi, si accinge a ricoprire un ruolo che aumenterà notevolmente la sua già concreta partecipazione all’attività del nostro Viola Club.

Facciamo i nostri migliori auguri a Patrizia di un proficuo ed appassionato lavoro, ringraziandola per aver accettato l'incarico con l'entusiasmo che l'ha da sempre contraddistinta.

Il CD del Viola Club Go Women's